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 ODORI DI VITA

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InPuntadiPenna

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Numero di messaggi : 983
Data d'iscrizione : 01.10.08

MessaggioTitolo: ODORI DI VITA   3/10/2008, 16:40

ODORI DI VITA


Il primo odore di stamattina?
Vomito, piscio e muffa.
Non ce ne sono altri qui.

Mio padre mangiava aglio, e non c’era modo di fargli afferrare che puzzava quando parlava. Un effluvio invadente, come la voce possente, le mani che toccavano tutto, il suo entrare nella mia vita, sempre.

Sapeva di brillantina, che metteva sui capelli pettinati all’indietro.

Somigliavano ai suoi, dottore.
Umidi, puzzolenti, intrisi di sudore.
L’alito?
A volte sapeva di vino.
Il vino che faceva mescolando sostanze “genuine” per alzare il grado alcolico.
L’ultimo odore che ricordo di lui?
Gasolio bruciato; della macchina che lo trasportava. Usava una marcia sola: la ridotta. Sarebbe stato contento, lui che inneggiava al cambio automatico.
Io dietro, a piedi, pochi amici, parenti, la seconda moglie, e un cane; di quel giorno conservo l’odore d’incenso sparso dal prete; certamente avrebbe avuto da ridire anche su quello, pur di farmi dispetto.
Odiava la chiesa, i fiori, i parenti serpenti e le prediche. Non me l’avrebbe perdonata quella chiesa, se avesse potuto.

Stamattina non serve l’aroma di caffè a smorzare la puzza che viene dal cuscino. Ho un alito orribile appena mi sveglio, per le cose che ci danno da mangiare, e per le fottute medicine.
Porterò con me questo fetore, quando andrò.

Mia madre non aveva un odore definito, era più un’emanazione. Si adattava a quella degli altri secondo l’umore. Sapeva trovare del buono in ogni cosa, anche nei baci all’aglio del marito.
A pensarci, il suo odore somigliava a quello del pane.
Acqua e farina. Semplice. Buono.
Insegnava alle scuole elementari, la mia vecchia. Ho fatto la prima con lei; ricordo la strada infangata che percorrevo trotterellandole dietro. Non ricordo se fu per quello che lasciai la scuola in seconda elementare, ma ho impresso l’odore dei suoi libri: umido, chiuso, passione.

Sono qui da un anno, tre giorni, tredici minuti.
Il cibo è uno schifo.
Quasi quanto il panorama.
L’odore?
Lo stesso: carne bollita e patate. Sempre.
Forse ci danno gatti morti e topi da mangiare, ma chi lo può dire? è tutto tritato.
Ma la puzza peggiore è quella di carne bruciata. E non viene dalla cucina.
Quando mi chiudono nella camicia e mi mettono in testa la corona di spine, sento lo stesso odore di carne che brucia.
Poi di fumo; e carne arrostita.
La mia.

L’odore di mio fratello sapeva di canfora e sudore. Sudava facendo il maratoneta, giocando a pallone, studiando per essere il primo; e a letto con le ragazze. Era timido.
Vestiva in modo impeccabile; cravatta e calzoni stirati. Lo avrei voluto sfregiare con il suo rasoio, ma non feci in tempo.

Chissà perché ma non ho ricordi infantili di lui. In testa ho solo quel modo di vestire da “signorina” e l’odore di cipria e canfora, come quella dell’ospedale dove mi portavano ogni giorno per farmi guarire. Asettico.

Come lei, dottore, da quando mi dice Andiamo bene non ti pare? -

Dovessi descrivere il mio odore, mi verrebbe di dire che somiglia a quello della follia.
Sono sicuro che approverebbe, dottore.
Ma che odore ha la follia? Mi chiederà lei.
Posso dirle che somiglia all’odore portato dal vento e dal mare quando c’è bufera - per farle piacere -.
Ma sarebbe banale.
Il mio è un odore indefinito. Come dice lei, sono un uomo coraggioso, so tenere sotto controllo l’odore.
Sono un uomo ostinato. La mia vita in fondo è stata un insieme d’odori che hanno condizionato il mio agire.
Per farle un esempio, se quella sera non avessi sentito la puzza di sesso, non li avrei toccati quei due.
Sentivo l’odore del piacere nel mio letto. E non era il mio. E poi odore di ruggine e rancore, come il sangue quando non si coagula.
L’odore frega.

Il suo odore di stamattina dottore?
Di piscio e merda.

Te la sei fatta addosso, dottore?
Te lo avevo giurato dottore, ricordi?
Prima o poi te lo faccio ingoiare, quel cazzo di odore.
Ma tu non mi hai preso sul serio.
Come quella stronza di Sandra.
Le avevo detto che una donna che tradisce non merita perdono, e che se avesse fatto la stronza, l’avrei sgozzata. Ma lei, faceva sesso con quello, quando andavo a lavorare. Ogni notte.
Hanno avuto quello che meritavano. Lui e la sua puttana.

Invece l’odore di stamattina, è odore di sangue.
Quello sul muro e sul cucchiaio che stringo dopo averlo cacciato tre volte nella tua pancia, dottore.

Hai perso la parola dottore?

Ora te lo posso dire.
Detesto il tuo odore da quando mi annusi a ogni seduta come un animale; da quando mi hai fatto togliere la camicia di forza dicendo che, a giudicare dall’odore, ero sulla via della guarigione.
Allora dottore?
Sono guarito, DO-TTO-RE?

Adesso te lo posso dire. La pazzia non ha un buon odore.
La vita sì. Per quello li chiamano odori di vita.
Qui c’è solo puzza di morte.
Avevi ragione dottore.
Per guarire c’è solo una cosa da fare.
L’ultima.

http://inpuntadipenna.org/in-punta-di-prosa-f1/odori-di-vita-t316.htm


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