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 CARCIOFO

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InPuntadiPenna

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Numero di messaggi : 983
Data d'iscrizione : 01.10.08

MessaggioTitolo: CARCIOFO   1/10/2008, 23:14


La pelle secca, tira, pare più piccola di quanto deve contenere.
L’anaffettività assoluta, la maschera indossata perennemente, l’essere in fondo solamente te stessa con un disinteresse che mascheri con maestria da guitto consumato.
Il non sapere come o perché, ma venire a conoscenza di tutto, anche quello che non vorresti mai sapere, senza fare mai una domanda.
Perché non te ne importa, perché non è rilevante, perché sai già il seguito in questo palcoscenico banale in cui sei di passaggio.
Guardare i burattini che si credono burattinai e convincerli che muovono i fili di quella che pensano essere la loro marionetta.
E tu li osservi dislocata, esterna, al di fuori.
Ogni tanto ti affacci dalla buca del suggeritore, sempre meno.
Sai già cosa succede.
Non riposi mai, il tuo cervello è una turbina infernale che macina informazioni, fatti, gesti, li incasella con una logica solo tua e senza che tu lo voglia ti dà la risposta che in chi ti è vicino non è nemmeno pensata.
Strega ti dicono, e un po’ te ne inorgoglisci.
Ma ogni momento è peggio.
La pelle secca, tira e mille mille amebe amorfe, con infiniti tentacoli si sono accasate su te e succhiano all’infinito quel poco di voglia che ti rimane.
Sempre meno.
Qualche volta parli, sempre meno.
Ti dicono arrogante, cerchi di passare inosservata, taci sempre più spesso perché parlare è inutile.
Sei pragmatica, risparmi quel poco di voglia che ti è rimasta appiccicata, ti muovi al momento giusto, sospiri nell’istante adatto, alzi la bocca all’insù quando te lo chiedono e non te ne importa nulla.
Sai, hai la certezza assoluta che sei alla fine e che dopo anni di esercizio a pensare che questo e quello non sono importanti, adesso non lo sono più veramente.
Le turbine che ti macinano in testa, più veloci di ogni calcolatore, hanno già dato il totale di quello che trattiene, zero assoluto.
Hai solo un filo che fa ancora danzare quella marionetta che sei diventata, quel maledettissimo senso del dovere e della creanza che ti hanno fatto bere con il latte dell’infanzia.
Pensi che tutto quello che aveva qualche importanza te lo hanno portato via.
Non ne vuoi altro per non dover far la fatica di dispiacerti quando te lo toglieranno.
E allora la tua frase, il tuo motto, è non ha importanza.
Hai sfogliato quel carciofo mal riuscito della tua vita, togliendo ogni orpello, ogni accessorio, poi gli affetti, poi il successo, poi tutto il resto e adesso hai un tronco spoglio, duracino, secco e friabile come la tua pelle.
Notti insonni, infinite, mattine dove non ti alzi mai con un barlume di speranza.
Giochi, sì quello lo fai, ogni tanto trovi un giocattolo, una sfida e per un po’ la tua pelle è morbida, le amebe si riposano perché sanno che se ti succhiano sei il più micidiale dei veleni, ma poi ti stufi anche di quel giocattolo.
E non sai come disfartene per quella maledetta creanza.
Pazienza, non ha importanza.
l.
oggi 10 settembre 2008



http://inpuntadipenna.org/diario-pagine-f10/carciofo-t3455.htm
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