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 P I C C O L A - K E T T Y

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InPuntadiPenna

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Data d'iscrizione : 01.10.08

MessaggioTitolo: P I C C O L A - K E T T Y   3/10/2008, 17:02

P I C C O L A - K E T T Y



Nascosta dentro le note di una vecchia canzone ritrovo il respiro di un ricordo che è legame col mare e l’estate.

Facevamo i cretini, in spiaggia, leggendo la mano alle ragazze sotto l’ombrellone, io e Gennaro. Con un pendolino percepivamo le vibrazioni del cuore. Leggevamo passato, presente, futuro, amori finiti, infiniti o quelli solo smarriti.

Quando la vidi, stava sotto l’ombrellone più nuovo.
Capelli lisci, lunghi, neri le sfioravano un fondo schiena di una bellezza acerba ma già femminile. Un corpo magro e abbronzato, da nuotatrice, faceva capolino da dentro un costume che a stento la conteneva.

Diedi di gomito a Gennaro e dissi:

- deve essere qui da almeno quindici giorni...non ti pare? Come mai non l’ho vista prima?

Gli occhi verdi sorridevano da sotto il cappellino, ma fu il suo accento milanese a farmi vacillare: mi sentivo come il figlio del garzone che corteggia la figlia del padron delle ferriere.

- Deve avere il ragazzo, – disse Gennaro, - non può essere che tutto quel ben di Dio è senza qualcuno,- continuò guardandosi intorno.

- Ti sbagli - risposi convinto- se ha un ragazzo deve essere lontano; non si lascia sola una ragazza così carina a quest’ora.

Nel Juke Box suonava una canzone : - Piccola Ketty…

Simbolo di quell’estate divenne la colonna sonora di una storia nata in un minuto e durata per un mese.

- Visto? - dissi facendo l’occhiolino a Gennaro che spinsi lontano con la mano. - Sa pure disegnare. Ci voglio provare!

Teneva in mano una matita appuntita HB3 che si infilava tra i capelli come una forcina; una cartella con dentro ritratti appoggiata sulla sdraio, un cartoncino e una gomma in grembo e l’aria distratta in cerca d’ispirazione.
La mano rivolta verso il sole per attenuare il pallore sul palmo che non le piaceva. Mi inginocchiai e il pendolino si mise a vibrare sulla mano aperta che stringeva il sole.

- Il pendolino mi dice che stai per fare un’incontro importante, che farai una passeggiata in riva al mare e che uno sconosciuto ti farà innamorare.. –

Dissi io con l’aria ispirata.

Lei sorrideva senza darlo a vedere. Con la mano sulla bocca e gli occhioni spalancati fingeva stupore.
Sembrò più bella della prima occhiata. Ma poi chiuse la mano e si abbassò gli occhiali da sole sul naso, e con due occhi verdi da levare il fiato, rispose:

- oh madonnina! Si sono bagnate le pile del coso. Peccato, non funziona…

Mi fece il ritratto quella mattina e quando le dissi che la volevo pagare perché mi aveva disegnato più bello, lei sfinita accettò una coca, per pareggiare la partita.

Era seduta a guardare il mare, quando infilai una moneta da cinquanta lire nel Juke Box e spinsi i tasti della canzone C 22 . “Piccola ketty” cominciò a suonare e lei si mise a disegnare il mio profilo, con dietro lo sfondo del mare.
Ma non ci riuscì.
Ero troppo attratto dalle sue gambe per stare di profilo. E lei, per continuare il disegno, maliziosa mi disse:

- Se non mi guardi le gambe, per cinque minuti, ti permetterò di guardarmi negli occhi fino a quando non avrò finito il tuo brutto muso.

Si chiamava “KETTY”, come la canzone di quell’estate.

Ricordo che mi guardava negli occhi e diceva:

- mi fai venire le gambe di legno quando mi prendi per mano.

Nei suoi occhi c’era il riflesso di quello che provava; la guardai per un mese quasi senza respirare.

Avevo sedici anni; fu allora che imparai che una donna può farti sparire il mondo sotto i piedi, come per magia; compresi così che può insegnarti a camminare sulle mani, farti venire le rane nella pancia e farle anche gracchiare, se vuole. E alla fine, ti fa sentire le gambe di legno, appena cerchi di alzarti per prenderle la mano quando ti dice che se ne vuole andare.

L’estate finì e la canzone non sembrava più la stessa, dopo che partì. Sotto l’orologio della stazione ci facemmo un giuramento: rivederci l'anno dopo, ma quel distacco faceva troppo male.

Non la rividi più.

Stamattina al telefono con te mi sono sentito così: sulla rotonda con l'aria salata, il mare, il sole e le note di una canzone che non ho dimenticato. Stamattina mi hai fatto pensare che si può togliere la ruggine dal cuore e farlo pulsare, quando la voce suona in sintonia come una canzone d’amore bene accordata.
Stamattina al telefono ho pensato: - bentornata Ketty…
E te lo volevo dire...


http://inpuntadipenna.org/diario-pagine-f10/p-i-c-c-o-l-a-k-e-t-t-y-t1775.htm



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