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 PUPAZZI

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InPuntadiPenna

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Numero di messaggi : 983
Data d'iscrizione : 01.10.08

MessaggioTitolo: PUPAZZI   1/10/2008, 23:16


Arrivano le notizie e le gestisci con sapienza consumata anche se uno smarrimento appiccicoso ti attanaglia come ventose di un ocatpus millitentacolare.
Caligine nebbiosa presente, passata e futura, mentre cammini a tentoni sugli specchi in frantumi della tua giornata.
Un bicchiere in mano di qualcosa, il fumo della centesima sigaretta, ti imponi di aver sonno, che sognerai.
Sgridi il gatto che si arrota le unghie su una poltrona e guardi disincantata quello che ti contorna, una finzione o la tua realtà.
Poi un libro aperto tra le mani, fissi il muro che ti appare selvaggio, pieno di cose che non conosci, tra quadri con tratti sconosciuti.
Sei una calamita spezzata e vuoi fingere, ma non puoi, di non esserci, non puoi, non per ora.
Ci rifletti e sai che è colpa di quel buffo san bernardo che ti hanno regalato,
Ti ricorda il leone che piaceva tanto a tua madre, di una bruttezza assoluta, universale, ma lei lo trovava bello, lo aveva pure baciato.
Come era bella tua madre mentre lo baciava, bella e dolcissima
Guardi il leone posato sulla tele, orrenda icona di un momento dolcissimo.
E oggi te ne hanno regalato uno, altrettanto orrendo, una povera donna che dopo averti parlato e vomitato le sue miserie, uscendo ti ha baciato la mano.
Ti sei sentita un verme perché manco le hai prestato ascolto, muovevi alle labbra all’insù quando il tono di lei pareva lo richiedesse, persa nei tuoi incubi.
Poi lei è tornata arrancando su deboli gambe portandoti questo buffo pupazzo, neppure nero come piace a noi.
E allora stasera questa nostalgia di fisicità, scopri che ti manca tua madre, che è sempre presente con le parole, i consigli, è lì che annuisce, smentisce, contraddice, ride, ma stasera ti manca, ti manca il suo abbraccio.
Prendi in mano il pupazzo, lo guardi, lui c’è e lei non c’è più.
Te lo devi scandire piano piano, per convincerti di questa realtà.
All’improvviso ti accorgi che non puoi sperare nulla, che non basta aprire un armadio per abbracciare un vestito.
Neppure stappare una ampolla di vecchio profumo, non basta l’odore per riportartela, non c’è calore, lei non c’è, non c’è morbidezza, lei non c’è.
Senti il vento che fa sbatacchiare una imposta e ti chiedi se sente le foglie roteare là dove è lei, se ha paura anche lei.
Me è senza di te.
Pensi se sa che oggi hai paura a star sola con i tuoi pensieri senza di lei.
Mi manchi mamma.
1 settembre 2008
l.


http://inpuntadipenna.org/diario-pagine-f10/pupazzi-t3349.htm
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