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 Anime scelte

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InPuntadiPenna

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Data d'iscrizione : 01.10.08

MessaggioTitolo: Anime scelte   3/10/2008, 17:59


Daniela ha sangue mio nelle vene, ma non tutto. Siamo di padri non uguali noi due. La mamma no, quella è nostra, tutta! E’ nata “lenta” Daniela, così mi raccontavano. Sorrideva in quella foto abbracciata alla radio di valvole e manopole. Buona, timida, remissiva. Sapeva del bisogno e sentiva fragili i suoi giorni. Ricami e lavoretti scandivano un tempo dalle suore. Facili compiti ne forzavano la mente aiutando la rincorsa. Stavano tutti un passo inverso di normalità lì. Qualche volta i miei occhi incontravano quelle stanze. Ero più piccolo io, ma al passo, in linea. Scuole speciali si nominavano ai tempi. Mia sorella ci passava abbondanti ore, e quelle visite, lasciavano vergogna al senso mio di normale. Si giocava poi a casa, sempre! Tutte le storie del mondo attraversavano i nostri racconti: ruoli inventati sotto un tavolo di cucina. La sala no, quella era di zia infondo al corridoio. Crescevamo per dovere affrontando i propri sentieri, sentendo il filo che unisce destini amari farsi piaga eterna. Daniela lavorava di arte facendo una magliaia diversi anni, ma non era ancora il suo destino. Solo tratta da completare una forma. Il “disegno” continuava da quei primi ricami, come la vita aveva già ragione non ancora mostrata. Io facevo tutto normale: scuola, garzone e qualche impiego, ma non è la mia storia questa. Ecco dove la vita la attendeva: ausiliaria dove sofferenza era verità terminale. Un vecchio ospizio da cui anni avanti scuotere “il sistema”. Partirono così tangenti non geometriche ma infami. Ha visto la morte lì Daniela: la toccata, odorata, respinta, accettata. Troppe le mamme perse non sue. Si dona tutto a quell’arte. E’ missione intera; si percorre come calvario di vita. C’è un dono che non si acquista in bottega. La sofferenza rende migliori, e il passo inverso si cancella. Lei rallenta ora per non perdere il nulla degli altri che erano normali. Daniela vive strazio quotidiano che cancella sorrisi, ma ama i suoi vecchi e loro lo stesso. Alcuni aspettano soli di essere luce quel giorno, dimenticati dal mondo e dagli affetti. Lei c’è e tiene duro, anche adesso che mamma non è più una di loro. Sente un tempo lungo ora che è sola. Non ci sono sentimenti suoi che compensino il dolore. Vive un giorno e l’altro, mentre pensieri si affollano dentro l’età che chiama ai ricordi. E’ stanca Daniela e fuma, fuma sperando che pensieri seguano miasma scomparire nel nulla. Io non basto a colmare, non posso colmare. Non vuole promozioni che allontanino sofferenze. Resta a vedere con i suoi occhi, infilando mani nel bisogno. I suoi vecchi hanno storia, sono ancora vita com’è la sua. Una rassegnazione le parla di dentro, spingendole avanti la strada. Un giorno qualcuno le dirà - non qui - che era angelo camuffato. Allora il ricamo sarà completo; come il senso che darà a quello che non ha compreso, agli amori che non ha avuto. Troppo candore nell’anima per questo mondo lei. Non è sangue quello che dà amore, ma noi lo abbiamo nostro e lo sentiamo. Il bene si dice torni… ecco! Daniela è sorella mia.
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