IndiceIndice  FAQFAQ  CercaCerca  Lista UtentiLista Utenti  GruppiGruppi  RegistratiRegistrati  AccediAccedi  

Condividi | 
 

 L'ARTISTA DELLA FAME

Andare in basso 
AutoreMessaggio
InPuntadiPenna

avatar

Numero di messaggi : 983
Data d'iscrizione : 01.10.08

MessaggioTitolo: L'ARTISTA DELLA FAME   1/10/2008, 23:46

L’ARTISTA DELLA FAME
(liberamente tratto da Ein Hungerkünstler di Kafka)


Vengo trascinata controvoglia dai soliti amici nel locale imperdibile, dove provi emozioni.
-Emozioni di che?- mi chiedo mentre mi accuccio sul sedile posteriore della scomodissima due più due.
In realtà non è il desiderio di uscire, piuttosto pigrizia di dover inventare l’ennesima palla per rimanere da sola.
Il ristorante senza sorprese, una struttura d’acciaio in un cortile medievale, l’arredo minimo dello stilista di grido, bianco e nero assoluti, per decoro solo le luci che rifulgono nella città sottostante e gli immancabili cactus giganti.
All’interno praticamente buio, rischiarato da qualche fiammella sui tavoli, luce perfetta per nascondere le rughe e sfilare la figura.
Mi accomodo dando le spalle alla sala per rifugiarmi nel buio oltre le vetrate.
Inizia la sarabanda dei mille assaggini che non sanno di nulla, le bottiglie inclinate stappate con riti quasi eucaristici.
E il brusio di sottofondo, continuo, irritante, delle cosiddette persone educate.
All’improvviso il silenzio, denso come melassa, tanto da colpire anche me.
Le facce dei miei commensali sono impagabili e lo stupore che vedo in loro mi ingiunge a voltarmi.
E allora una botta di vita.
Portato a spalla, da efebici camerieri come i ben più meritori spalloni, in una gabbia di vetro, quasi un urna, un uomo nudo, magro, emaciato, con occhi febbrili.
Dietro, solenne, il maître di sala che sembra sparga benedizioni e asperga di incenso l’umanità assiepata.
L’urna viene poggiata su un piedistallo al centro e io non posso fare a meno di guardare diretta le facce che mi sono d’intorno.
Al mio stupore l’amico delle emozioni, tronfio come un tacchino, mi elargisce gioioso la sua verità:
“Ma come non sai? E’ Il Digiunatore, l’ultima opera di Wong”.
- No. Non lo so e non me ne importa granché.-
“Non conosco l’artista, mi vuoi spiegare?”.
L’invito è perfetto per l’edonista che mi sta di fronte, come per un satiro essere portato ad una festa di compleanno infantile.
“ Wong crea le sue opere usando gli uomini come espressioni della sua arte”.
E fin qui mi può anche andare bene e, in un certo qual modo, posso condividere.
“ Il Digiunatore è la sua opera più nuova, un uomo in gabbia che digiuna per quaranta giorni guardando gli altri mangiare, pensa che originalità, non ne sei entusiasta?”.
Devo aver avuto una espressione eloquente tanto che il nostro si volta veloce verso un altro commensale e mi lascia ai miei pensieri.
I miei pensieri, appunto, neri come l’inferno in cui sono in un attimo sprofondata a vedere quest’umanità a cui mi devo accumunare che si abboffa di cibo discettando forbita sull’originalità della fame.
E si pensano originali.
Un rigurgito di bava mi spinge a scusarmi e a dirigermi rapida verso i servizi.
Uscita mi fermo sulla soglia e spazio la sala provando un enorme ribrezzo per tutta quella umanità contegnosa.
Il colmo poi, mentre un efebo flamba un filetto, uno schizzo sulle pareti di vetro dell’urna, e il maître che si precipita a pulire l’opera d’arte.
Mi avvicino piano e vengo arpionata da due occhi di fuoco.
Una sola parola mi sale alle labbra:
“ Perché?”.
Con una consapevolezza infinita, l’opera mi guarda e risponde sottovoce:
“Ho due figli piccoli”.
Non ce la faccio, incurante mi volto e scappo di corsa da quell’inferno alla moda.


http://inpuntadipenna.org/in-punta-di-prosa-f1/l-artista-della-fame-t1373.htm
Torna in alto Andare in basso
Visualizza il profilo
 
L'ARTISTA DELLA FAME
Torna in alto 
Pagina 1 di 1

Permessi di questa sezione del forum:Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum
 :: PUBBLICAZIONI PER AUTORE :: Liesma-
Vai verso: