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 umori

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InPuntadiPenna

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Numero di messaggi : 983
Data d'iscrizione : 01.10.08

MessaggioTitolo: umori   4/10/2008, 08:28


Umori

Braccia appoggiate sul muro. Mi lascio possedere da mille rivoli di acqua calda che scivolano sul corpo, lascio che sia per far scivolare via la sua presenza.
E’ una bellissima notte d’estate. Fitto è il silenzio che mi circonda, dentro a quel silenzio, dietro alle palpebre, pensieri squarciano la carne per penetrare l’anima. Sono urli e silenzi, dolori e felicita’.
Pagine di una storia sfogliate in pochi secondi, che l’animo inizia a leggere in batter di ciglia.
Sono immagini in bianco e nero che m’ inchiodano dalla prima pagina all’ultima.
Respiro a tratti e la gola mi fa male nello sforzo di trattenere i singhiozzi.
(Piccole lacrime scivolano sull’orlo delle ciglia, lo sguardo stroboscopio è salato e imperla schizzi di luce. Come bimba, asciugo sulla camicia ogni impressione).

Volevo conoscerlo, perché sentirlo mi faceva perdere il contatto con il tempo e con lo spazio intorno a me. Era gia’ dentro di me, era malattia, era fuoco segreto che scorreva nelle vene. Quando improvviso sboccio’ in tutta la sua pienezza. L’ ho cercato, lasciato crescere, esplodere e l'ho amato.
-Mia follia, mia sete, mio desiderio, mio brivido-
Quel sentimento quasi amore, sottile come una ragnatela, forte nella sua relatività e resistente, quasi impalpabile.

Erano corpi che si tendevano e si avvinghiavano. Lingue che si inseguivano, in un gioco provocante.Era amore, delicato e violento, lento e veloce.Una compenetrazione, fusione, un incontro totale.
Lui lasciò che quel sapore di buono, come quello dei bimbi e di fiori e d’aria fresca, lo travolgesse.

Volevo fermare il tempo, quel tempo che scorreva così fretta.
(fermati tempo, ferma i tuoi inesorabili attimi, fermati)
il tempo non si fermo’ e gli permisi di farmi male.

Come avevo potuto confondere la realta’ con quella meraviglia. Mera veglia, finzione da leccare con gli occhi, a gambe aperte, col cuore di spugna.
Nelle mie parole, nei miei gesti, lui non aveva visto nulla. Aveva strizzato il cuore, prendendolo dal seno, approfittando della mia estasi dilatata.
Ero ostaggio della sua mente mentre lui, chiodo, batteva sincopi a conficcare la mia carne.


L’amore è qualcosa che deve nascere dal cuore.
Ma il cuore deve lasciar passare le emozioni, non può assorbirle, la prepotenza strizza i sentimenti, scolando lacrime e sangue, sputando seme di vita lontano dalla terra fertile.
Colpi senza pietà. Parole senza retorica
- Asia, se amore è essere… io ti amerei. Si! t’amerei, ma sei un amore impossibile.
Io non amo e non amero’ mai nessuno-
In pochi minuti sbricilo’ la mia veglia.

Imparai a conoscere una sottile morte, dalle labbra di colui che amavo.Turbata fino al midollo, non fui capace a dire una parola.
Sentimenti devastanti si affollarono in me, così come si affollarono sulle labbra le parole che volevo gridargli. Ma avevo l’anima ridotta a un filo, troppe lacrime di fiele, avevo dovuto ingoiare e così, rimasero sulla punta della lingua, monchi.

Per troppo tempo avevo creduto ai miracoli. Se c’era stato amore, ormai era diventato un’ombra.

Sazia di sognare, solo con sogni di bambina-donna, stanca di essere il suo giocattolo,
smisi di suonare per lui e l’ultima nota si spense in un gemito malinconico.

Rido, sai? Ho sempre desiderato farlo con te, ma eri troppo occupato a dedicarti alla tua arte, amarti.
Sei stato solo un attimo, un semplice attimo. Adesso sei il nulla e nulla merita la nostra storia.
E’ seppellita infondo al silenzio.

Lo dissi , lo ripetei, lui era di spalle, io dietro queste parole, nuda e sudicia, cercando crederle reali.


Nefer










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