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 PIOVE

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InPuntadiPenna

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Numero di messaggi : 983
Data d'iscrizione : 01.10.08

MessaggioTitolo: PIOVE   4/10/2008, 15:24

Piove. Fuori. Dentro. Sopra. Sotto. È acqua che non lava. Che non ti porta via. Che non ti calcifica. Che non ti sporca. Che non ti benedice. È futuro fango. Poltiglia di cielo, più sincera di queste nubi grigie. I santi tacciono, perché non hanno culi da far strombettare in televisione. Si sono già arresi alle zucche dell’idiozia occidentale. Coltiviamo zucche. Pialliamo croci di zucche. Questo inutile cristianesimo senza Cristo non ci salverà. Verranno da Medina e ci scimitarizzeranno con algebrica precisione. Verranno dalle terre aride e ci mangeranno. Siamo carne di un futuro pasto da deriva delle civiltà. Per fortuna, Voltaire è già azoto più volte risorto. Nessuno gli suggerà il cervello. Si sentono i passi dei morti. Ciascuno senta quelli di spettanza. Ciascuno è l’iperbole di generazioni morte. Fortunato chi non si accorge che nella sua testa galoppa una cavalleria di morti con i teschi sguainati, i denti laschi, pronti a far scattare sinapsi. Portiamo fiori. Marciranno, ma non ve ne accorgerete. So di una tomba: solo un nome sulla pietra bianca. Anche quel nome è di troppo. I bambini non devono morire. Evitate la loro terra. Se ne sono andati. Sono risorti ad esequie infiocchettate. Giocano ancora. Ma, all’improvviso, si scannano fra di loro. Il male radicale non perdona. Chiamatelo peccato originale questa bava verde dei corpi. Anche dei corpi più piccoli. Non esiste innocenza della carne. I bambini sono innocenti solo quando non sono carnefici. Piove. L’arcobaleno diserterà in questo malinconico pomeriggio di novembre. Non è aprile il più crudele dei mesi. È terribile questo dicembre che si sventrerà lasciando gelare nella neve gli occhi di santa Lucia, che mescerà vino nuovo e sangue antico di belva, che defecherà il concime natalizio in mirtate confezioni, che ci porterà, mano nella mano, nella bocca di Crono. Piove. Cosa pensano i folli? In questo istante. Ora. Adesso. In questo attimo. In questo sbadiglio di colon fra l’illusione di un’altra vita e la profumazione di terra verminosa e di marmi che blindano il nulla. Pensano rumori, stridori, scartavetrate carni che si ostinano a rovistarsi per trovare ciò che lingue di mummie chiamano anima. Piove. Sarà sera di roventi ardenti alluvionati dai vapori cannibali del mare nostrum dallo stomaco pieno di migranti affamati di pane e di futuro.
Leggete il deriso dalla sorte, lo schernito dalla carne scugnizza di via Toledo:

Dolce e chiara è la notte e senza vento,
E queta sovra i tetti e in mezzo agli orti
Posa la luna, e di lontan rivela
Serena ogni montagna.

è l’unico possibile miracolo della Parola.
(scritto a quattro mani col mio amico Crux)


http://www.inpuntadipenna.org/in-punta-di-prosa-f1/piove-t958.htm
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