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 IL CORPO DEI CADAVERI

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InPuntadiPenna

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Numero di messaggi : 983
Data d'iscrizione : 01.10.08

MessaggioTitolo: IL CORPO DEI CADAVERI   4/10/2008, 16:53

* testo revisionato

Che cosa fa di un uomo un cadavere? Questo problema l’aveva masticato a lungo, per centinaia di chilometri in autostrada e poi, immerso nella fiumana del funerale, per altre lunghe ore, in fila, passo dopo passo. Aveva sempre invidiato chi riusciva a baciare i morti e a toccare le loro mani. Pensava che quei baci e quelle carezze li facessero risorgere. L’unica resurrezione possibile della carne: per un istante. Pensava anche che di un morto si sarebbe dovuto esporre soltanto parti del cadavere: quelle rilevanti. Solo gli occhi, in un piattino come in certe immaginette di santa Lucia; solo le mani, per chi di lavoro era morto; solo le labbra, per le giovani suicide per amore. Che cosa per i bambini?
Finalmente un tratto di corteo all’ombra, ma anche l’arsura di domande acuminate: i bambini diventano davvero cadaveri? Cade per i vermi anche il corpo dei bambini? L’incompiutezza del corpo bambino trova compiutezza nella morte? Ricordava di aver aperto, crucifero chierichetto, una processione funebre squarciata dal pianto urlato della madre che chiamava il suo bambino morto. Nessuna risposta a quel pianto.

Camminava da tempo e non aveva scambiato parola con nessuno, ma solo casuali contatti di corpi sulla difensiva e gli odori di una giornata afosa. Gli odori. Anche sugli odori aveva riflettuto. E sui suoni. E sui sapori preferiti. E sulle posture dei corpi. Aveva ipotizzato di definire il corpo cadavere per mezzo di negazioni, seguendo lo schema concettuale di una desolata antropologia del nonpoterpiù. Il cadavere sarebbe stato ciò che restava dopo tutte le operazioni di sottrazione. Una tabula rasa refrattaria ad ogni incisione.
La massa densa dei corpi lo stringeva fino a fargli mancare il respiro. Un corpo collettivo di tonnellate di carne e torrenti di sangue intorno a lui. Quella folla era al sicuro dai vermi: non avrebbero tentato di avvicinarsi. Decise di andare via, quando il catafalco era già visibile. Si sedette sul marciapiede e prese a contare le gambe o a seguirne una con lo sguardo, fino a perderla. Sentiva ora di coincidere perfettamente col proprio corpo. Aveva scordato ogni parola dell’illusione dell’avere un corpo. Si sentiva ed era un corpo vivente. Distinto dopo essere stato confuso.
Ma… realizzò che gli individui possono morire e, tremante, rientrò nel fiume di corpi. Si lasciò andare nella corrente e dimenticò chi fosse.


http://www.inpuntadipenna.org/in-punta-di-prosa-f1/il-corpo-dei-cadaveri-t3744.htm
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