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 Ricordando Gy

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InPuntadiPenna

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Numero di messaggi : 983
Data d'iscrizione : 01.10.08

MessaggioTitolo: Ricordando Gy   5/10/2008, 14:14

Quando mi capita di ascoltare "Sally", di Vasco, ripenso a te Gy. Sai, per quegli strani giochi del caso, ci sono parole e frasi che mi riportano a te.
Tu la tua guerra l'avevi combattuta,duramente, e vinta.
Quando ti ho conosciuta eri di nuovo te stessa, una ragazza dolce e sensibile.
Che fossi provata da esperienze difficili non lo davi a vedere.
Come sempre accade, quando si tratta di persone come te, c’era chi mi aveva ammonito per questa frequentazione, che poi frequentazione non era.
Ci eravamo conosciute al lavoro. Un lavoro, come tanti, che i ragazzi intraprendono per cominciare ad essere indipendenti, prima di spiccare il volo e seguire la via delle proprie aspirazioni.
Non si può parlare di vera e propria amicizia. Al di fuori del lavoro non ci vedevamo, tu avevi un ragazzo e una nuova vita davanti.
Sei stata, però, il primo volto sorridente che ho incontrato, in quel luogo, e il primo che mi torna alla memoria quando ci ripenso.
Abbiamo cominciato a parlare, come se ci conoscessimo da anni, con quella naturalezza e spontaneità di chi si sente in sintonia.
Non ti sei mai nascosta e, anche se certamente temevi la cattiveria umana, mi hai sempre rivelato quel cuore puro che avevi, che avevi sempre avuto e che il mostro, per un certo tempo, pensava di essersi mangiato.
Adoravi tuo padre, ma la sua presenza si percepiva debole, inconsistente, quando ne avevi più bisogno.
Tua madre, c'era chi la descriveva come una puttana. Quello con lei era un rapporto difficile, fatto di allontanamenti e riconciliazioni.
Un fratello in carcere per furto, forse, non ricordo. Tu sola non lo avevi abbandonato. Ogni mese nella data fissata lo andavi a trovare.
Eri felice come una bambina il giorno prima della visita. Mi parlavi di cosa gli avresti detto, di come lo avresti incoraggiato. C'era un forte legame fra di voi.
Ricordo quando mi raccontavi di come la libertà di cui godevi, un giorno, ti si è ritorta contro.
Quale genitore non si cura dove vada una figlia adolescente quando esce di casa, ogni sabato pomeriggio, per rientrare il giorno seguente, senza tante spiegazioni?
Non lo sapevi, non ti interessava. Per te contava, andare nei posti giusti dove c’era il vero divertimento.
Così partivi con un’amica, forse anche da sola. Prendevi il treno diretta verso la riviera romagnola, dove c’erano le discoteche giuste, più alla moda, persone interessanti.
La vita e i divertimenti di provincia ti stavano stretti, la tua vita, in quel momento, ti stava stretta.
Qui hai incontrato il mostro, la droga (se è necessario specificarlo), che spietato strozzino, prima ti ha prestato quel misero barlume di felicità e poi, implacabile, ne ha preteso la restituzione con interessi esorbitanti.
Hai fatto di tutto per ripagarlo, per chiudere il conto con lui.
Mi hanno raccontato di quando ti recavi in stazione a vendere il tuo involucro, per procurarti i soldi.
Di questo non ne hai mai fatto parola.
In mezzo a quel mondo maledetto, però, l’anima e il cuore sei riuscita a custodirli gelosamente. Non hai permesso a nessuno di toccarli e con grande forza di volontà sei riuscita ad uscirne, a liberarti da quel terribile giogo.
Poi, almeno questa fortuna, hai conosciuto un ragazzo, come si dice, proprio quello giusto.
Aveva accettato tutto di te, ti voleva sinceramente bene e per te lui era speciale.
Ricordo ancora il tuo entusiasmo alla partenza per Ibiza, in quella estate che mi pare ormai lontanissima. Era il tuo primo viaggio, le tue prime ferie.
Avevi solo 28 anni, ma dentro almeno cinquanta di più.
Ci siamo perse di vista quando, per motivi di lavoro, mi sono allontanata.
Il tempo è passato in fretta, avevo tue notizie tramite amiche comuni, ed è così che ho saputo di come il destino, ancora una volta, ti aveva preso di mira. Ed è stata quella definitiva. Hai lottato, ma il tuo avversario, ora, era il più forte ed ha vinto.

Gy, di te mi rimane il ricordo di una persona, nonostante tutto, dolce e pura, ma sfortunata e troppo fragile.
Ovunque tu sia ora ti saluto con affetto.

http://www.inpuntadipenna.org/diario-pagine-f10/ricordando-gy-t3812.htm
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