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 Terremoto...

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InPuntadiPenna

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Numero di messaggi : 983
Data d'iscrizione : 01.10.08

MessaggioTitolo: Terremoto...   6/10/2008, 17:16

Non ricordo più l'anno.
Mi trovavo a circa cento chilometri dall'epicentro dello spaventoso terremoto che colpì il Friuli, perché lavoravo là. Non avevo mai sentito scosse tanto forti né assistito a scene di panico tanto reali e vere: la mia esperienza dipendeva solo da quanto visto in certi film catastrofici. L'impressione fu tale che non l'ho più dimenticata.
Ricordo che mi trovavo a trascorrere il dopocena in casa dalla famiglia che mi aveva affittato l'appartamento per il periodo del mio lavoro.
Per ingannare il tempo lavoravo a maglia e intanto chiacchieravo con la vecchia nonna mentre la figlia scriveva lettere ai fratelli sparsi in tutto il mondo. Il televisore acceso trasmetteva un programma che nessuno di noi seguiva: alcuni giornalisti discutevano di qualcosa. Ad un tratto si sentì uno strano boato (non avevo mai udito nulla di simile) e il pavimento sembrò muoversi sotto le nostre sedie. I giornalisti alla tv, afferrando cartelle e documenti e gridando scompostamente: "Il terremoto!", si alzarono e uscirono dallo studio mentre la corrente veniva meno. Nel buio in cui era piombata la casa udii distintamente alcuni suoni che non dimenticherò mai: - la nonna che biascicava litanie a tutti i santi del paradiso e ai suoi morti; - la figlia che la riprendeva chiedendole di smettere mentre cercava di uscire di casa; - il tintinnio delle bottiglie che tremavano e si urtavano nel ripiano basso del secchiaio di cucina.
Io rimasi bloccata tra il tavolo e la parete poiché, nel movimento ondulatorio provocato dal sisma, il tavolo si era come spostato e pesantemente continuava a premermi lo stomaco: sembrava pesantissimo e non riuscivo a spingerlo di un millimetro. Ricordo che, in quei brevi eppur lunghissimi istanti, pensai che la casa sarebbe crollata su di me e sulla nonna che non voleva muoversi di lì (lei che avrebbe potuto) perché, diceva, voleva morire accanto alle foto dei suoi cari! Io, invece, che sarei uscita volentieri assieme alla figlia che era già nel prato, mi trovavo incastrata lì... Pensai che non avevo con me i documenti e, quando fossero venuti a rimuovere le macerie, non mi avrebbero riconosciuto perché chissà dove sarebbero finiti, conservati in un cassetto del comò nell'appartamento sottostante!... Pensai che nessuno si sarebbe preoccupato di avvertire i miei, non sapendo, i soccorritori, chi mai fossi io che non appartenevo al nucleo familiare di quella casa.
Tutti questi pensieri e molti altri, tipo: "Ma proprio qui dovevo venire a morire, dove nessuno mi conosce!" ne formulai in quei minuti di scosse che, dove mi trovavo io, causarono solo danni alle abitazioni e al campanile della chiesa, ma nessuna vittima. Solo qualche chilometro più a nord, invece, già si contarono vittime di persone rimaste sotto le macerie o vittime di attacchi cardiaci.
Ricordo che rimasi per lungo tempo impressionata da questo terribile avvenimento e spesso, quando sentivo i tuoni del temporale, mi aggrappavo alla sedia per tenermi stretta, temendo che la sedia stessa si sarebbe mossa come allora o mi appoggiavo ad una parete per sostenermi.
Le scosse di assestamento continuarono per diversi giorni e sempre la stessa impressione di catastrofe mi prendeva alla gola, impedendomi di respirare. Là, dicevano, erano abituati, tant'è vero che chiamavano la propria zona: "La terra sgorlona" quasi con un senso di affetto nell'appartenenza; ma ora, io, quando credo di avvertire uno strano senso di soffocamento (come allora), pur non avvertendo le scosse, penso che si tratti di terremoto e quasi sempre è proprio così.
Solo ora comprendo lo sgomento e il terrore che si dipingeva sul viso della mia nonna quando ricordava (e noi nipoti la prendevamo un po' in giro) il terribile terremoto del 1929 che provocò molti danni e fece anche molte vittime e lei si era salvata per poco...
Sono esperienze che lasciano il loro segno.



http://www.inpuntadipenna.org/diario-pagine-f10/terremoto-t1408.htm
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