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 Ho vegliato il tuo sonno

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InPuntadiPenna

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Numero di messaggi : 983
Data d'iscrizione : 01.10.08

MessaggioTitolo: Ho vegliato il tuo sonno   6/10/2008, 17:59

Ho vegliato il tuo sonno...

Sei disteso sul letto: il lenzuolo di lino bianco attorcigliato a coprirti le gambe muscolose e a cingerti i fianchi, quasi un sepolcrale sudario sacrificale.
Ti osservo mentre dormi, il capo languidamente adagiato tra i due guanciali. Ammiro i lineamenti del tuo viso finalmente rilassato nel sonno ristoratore; le palpebre abbassate conferiscono un che di infantile al tuo viso maschio; le labbra, socchiuse a lasciar intuire un respiro tornato regolare, disegnano l’idea di un sorriso, quasi nel sonno tu stessi rivivendo esperienze particolarmente piacevoli.
Guardo il tuo torace alzarsi ed abbassarsi, dilatarsi e comprimersi, nel movimento ritmico che gli imprime la respirazione da atleta che apprendesti un tempo e non hai mai cessato di praticare; la stessa che ti consente ancor ora, nonostante la tua non più verde età, di sottoporre il tuo fisico a sforzi consistenti e prolungati nel tempo. Prove che tu consideri “piacevoli esercizi” nei quali misurarti e non aspre fatiche da limitare…
Uno spettacolo che desidero conservare il più a lungo possibile nelle pieghe della mia memoria, questo tuo sonno ristoratore; persino le tue mani, le tue dita, fino a poco fa contratte nello spasmo dell’afferrare, dell’aggrapparsi, del trattenere, sono ora aperte come fiori appena sbocciati in cima al lungo, forte stelo delle tue braccia: una a disegnare un arco sul cuscino attorno al tuo capo, l’altra abbandonata lungo un fianco.
Non voglio svegliarti, non ancora, e disegno lievemente con un dito il contorno della tua bocca carnosa e tu, senza muoverti, emetti un mugolio leggero ma non ne sembri disturbato, anzi, ti protendi verso di me pur seguitando a dormire. Con la stessa lieve carezza ti percorro il torace fin dove il lenzuolo ti copre e mi trattengo dall’insistere per il timore di destarti.
Desidero imprimermi bene negli occhi, nella mente e nel cuore, il tuo magnifico sonno: il sonno ristoratore, diritto del guerriero che ha combattuto, e vinto, la sua battaglia d’onore. La visione del tuo splendido corpo, che involontariamente, nel sonno, offri alla mia vista, mi accompagnerà nei giorni a venire e sarà l’ultimo ricordo che avrò di te.
Si avvicina il momento del tuo risveglio, necessario, inevitabile, e io continuo a vegliare gli ultimi istanti del tuo sonno.
“Tesoro… svegliati… è ora: devi andare. Il taxi, l’aereo… non aspettano…
Tesoro, ti prego, devi alzarti…” e tu lentamente apri gli occhi, mollemente ti stiri sbadigliando pigramente; mi guardi e con gesti misurati mi accarezzi il viso; posi, quasi distrattamente, un lieve bacio sul mio collo a portata della tua bocca poi mi fai da parte e ti alzi trascinandoti dietro, come lo strascico calpestato di una sposa abbandonata, il lenzuolo di lino che fino a poco fa ti avvolgeva disordinatamente.
Si è richiuso dietro di te con un cigolio, quasi un lamento di pianto, il cancello; e mentre tu ti allontani nella prima incerta luce dell’alba di questo nuovo, inutile giorno, penso con grande rammarico quanto avrei desiderato essere io la causa di quella tua spossatezza, della quale ti sei liberato dormendo nel mio letto, anziché quel lungo tragitto percorso a piedi fino a casa mia.
Me lo dicesti una volta per sempre: “Lo sai, cara: il mio cuore appartiene ad un’altra ed io le sono fedele”.


http://inpuntadipenna.org/narrativa-epistolare-f13/ho-vegliato-il-tuo-sonno-t2021.htm
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