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 SCRIVERE DELLE DONNE E SULLE DONNE: NOVELLA ANDREAE

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InPuntadiPenna

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Numero di messaggi : 983
Data d'iscrizione : 01.10.08

MessaggioTitolo: SCRIVERE DELLE DONNE E SULLE DONNE: NOVELLA ANDREAE   2/10/2008, 19:06

Mi sono imbattuta in Novella in un modo assolutamente casuale e totalmente inaspettato.
In un testo sulla storia delle fonti e della scienza del diritto canonico, parlando di Johannes Andreae (morto nel 1348) illustre canonista laico di quel periodo, noto per aver redatto il c.d. Apparatus completata poi con la Glossa Ordinaria al liber sextus nel 1322, nella biografia di questi ho appreso che era nato nel 1270 circa a Riffredo presso Firenze, che suo padre Andrea, a seguito di vedovanza prese i voti, che lui si sposò con certa Melancia da cui ebbe ben sette figli.
Il Johannes Andreae studiò presso l’Università di Bologna dove si specializzò in entrambi i diritti, civile seguendo gli insegnamenti di Martinus Sillimanus ed Egidius Fuscarariis, canonico con Guido de Baysio.
Iniziò ad insegnare dapprima a Bologna nel 1303, poi a Pavia, per ritornare definitivamente a Bologna nel 1309.
Ebbe come allievi Johannes Calderinus e Paulus de Liazariis.
Intrattenne rapporti di amicizia con Cino da Pistoia e con Petrarca.
Ebbe fama straordinaria per l’epoca e papi, cardinali, principi secolari lo tennero in grande considerazione come consigliere.
Al di là delle sue opere, è considerato di estrema importanza per la canonistica in quanto fu il primo giurista che intraprese un’analisi storica della materia.
Morì di peste il 07 luglio del 1348.
E dulcis in fundus una notiziola che ha suscitato decisamente il mio interesse: anche sua moglie Melancia e sua figlia Novella pare fossero delle insigni studiose del diritto canonico. Il testo prosegue raccontando che Novella, secondo le cronache dei tempi, fosse di straordinaria bellezza, e fin qui nulla di particolare. Ma la noticina proseguiva affermando che spesso sostituiva il padre sulla cattedra universitaria ma che, proprio a causa della straordinaria avvenenza, tenesse le lezioni dietro una tenda per non distrarre i discepoli con la sua bellezza !?!
Il testo prosegue affermando che Novella fu la prima docente di diritto canonico nella storia canonista.
A questo punto la mia curiosità era decisamente risvegliata, e quindi il passo è stato breve. Cercare notizie su Novella.
Ed ho trovato traccia di lei, in Romanulae p. 515. edit. Colon. A. C. 1567, dove viene definita: Idem nomen feminae cuidam in Italia eruditae fuit, de qua sic Leander Albertus Bononiensis.
E quella che pensavo fosse un’annotazione di cronaca per alleggerire un testo un po’ pesante, viene riportata per esteso in Vide Gerh. Ioh. vossium de Philol. c. 2.
Ove si legge: Mulieres, inquit, etiam literis eruditas, ornatasque Bononia tulit: inter quas Ianna, Matthaei Blanchett: filia, Bonsignorti uxor: quae et eleganter Latine loquebatur, et Germanicae Bohemicaeque linguae habebat usum. Novella, Iohannis Andreae filia, Iohannisque Lignani coniux, Patre occupatô, munus eius ex suggestu docendi sustinebat.
Il mio stupore era al massimo. Non bisogna infatti dimenticare che in quel periodo, i teologi medievali, in epoca post scolastica, erano affetti da una vera e propria misoginia e consideravano le donne come responsabili di aver portato il peccato originale nel mondo e di essere fonte di continua seduzione.
Questa misoginia può essere spiegata con una lettura “partigiana” delle Scritture.
L'abitudine, in alcuni autori cristiani, di condannare le donne per il peccato, derivava loro dalla interpretazione dei Testi Sacri, ad esempio Genesi 3,1-16 dove si legge: Moltiplicherò i tuoi travagli ed i tuoi parti; partorirai tra i dolori i tuoi figli; sarai sotto la potestà del marito, ed egli ti dominerà.
Anche se, ad onor del vero, questa lettura negativa delle donne. con tutta la retorica che ne è seguita, è stata inaugurata dai padri latini come, ad esempio, Tertulliano, certamente uno dei più accaniti. Tertulliano arriva a dire delle donne: La condanna di Dio verso il tuo sesso permane ancora oggi ; La tua colpa rimane ancora .
Ma il culmine viene raggiunto nell' Ambrosiaster (IV secolo) che viene attribuito a Sant'Ambrogio, completamente recepito nel Il Decretum Gratiani (1140) al quale si è ispirata la Legge Ecclesiastica in vigore quanto meno sino al 1917.
E proprio a seguito de Il Decretum Gratiani, i canonisti affermavano che “…. nel Testamento Vecchio sono stati consentite molte cose che oggi [ nel Testamento Nuovo] sono abolite, attraverso la perfezione della grazia. Così se[ nel Testamento Vecchio] alle donne è state permesso di giudicare la gente, oggi a causa del peccato, che la donna ha portato nel mondo, le donne sono state ammonite dall'Apostolo ad essere modeste ,ad essere sottomesse agli uomini e a velarsi come un segno di soggezione.” ( cfr,: Decretum Gratiani Causa 2, questione 7, princ.)
Ma la cosa più singolare è che questo è anche il pensiero del buon Johannes Andreae che fa proprio il misoginismo dei padri della Chiesa per scrivere contro l’ordinazione delle donne e sul loro ruolo nel peccato originale.
E scrive……: “Riguardo all'ordinazione delle donne. . . è chiaro che il sacramento richiede entrambe: la sostanza (res) e la forma (signum). . . . Ma nel sesso femminile un preminenza di grado non può essere simboleggiata da quando esso è in stato di soggezione: (1a Timoteo 2)' non permetto alla donna di insegnare, nè ha dominare sopra un uomo. Perché ha fatto un uso cattivo della sua uguaglianza,è stata messa in soggezione: (Gen 3)` sarai sotto il potere di tuo marito.'.Perciò non può ricevere il carattere di un sacramento che possiede una preminenza.” ( in Novella V, fol. 125v.).
L'odio per le donne non rimase solo negli scritti dei padri della Chiesa. Da questa posizione discese il fenomeno dell’Inquisizione che fu usata anche per colpire le donne e le persecuzioni che seguirono superarono ogni immaginazione. E quale vademecum per gli inquisitori, il famigerato Il Martello delle Streghe: scritto da due teologi domenicani, Jakob Sprenger OP ed Heinrich Kramer OP. il libro venne caldamente raccomandato da Papa Innocenzo VIII sin dal 1484 , e venne utilizzato per alcuni secoli. Il frutto di questa interpretazione negativa della donna è aberrante: la morte di migliaia di donne innocenti bruciate sui roghi .
Ma per tornare a Novella, la sua figura desta in me grande ammirazione e comprensione: non solo dotta in una materia di assoluto retaggio maschile, costretta ad insegnare nascosta…per non ingenerare turbamenti, ma figlia di dotto canonista, assolutamente misogino e ipocrita, bellamente capace di rinnegare i suoi principi per utilizzare i talenti di una tanto vituperata donna per sopperire alle sue necessità.
Ma mi chiedo: i tempi sono cambiati?

Su Novella Andreae:
1-Historia fontium et scientiae iuris canonici, Notae, di B.E. Ferme, Pontificia Università Lateranense, pag. 42;
2- In primum (..sextum) decretalium librum Novella Commentaria di Johannes Andrete;
3-Bonifacius VIII, Papa. Liber sextus Decretalium. (Comm. di Johannes Andreae). Venezia, Bartolomeo de' Blavi e Andrea Torresano, 1483;
4- Opus auree novelle Joannis Andreae super sexto decretalio codicis Johannes Andreae ,1995

06 maggio 2008 BIOGRAFIE DI DONNE
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