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 remare contro satiricamente 22 Lug 2008,

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InPuntadiPenna

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Numero di messaggi : 983
Data d'iscrizione : 01.10.08

MessaggioTitolo: remare contro satiricamente 22 Lug 2008,   2/10/2008, 19:11

Tutto perfetto, rapporto perfetto, luogo perfetto, atmosfera perfetta e io vorrei essere altrove.
E non so neppure dove, non so neppure perché.
Questa ansia divorante di fuggire, il cannibalismo umano fine a sé stesso, ti prendo, ti ho, ti assorbo e con un rigurgito poco elegante ti espello.
Ti espello da me, dal mio esserti vicino, mi coglie una nausea infinita e ricomincio a cercare.
Una cerca senza costrutto, irrazionale e in perenne contrasto con la mia razionalità radicata in ferrei punti fermi, fatti di logica, di contingenti fattori, di bilanci attivi, di tutto.
Eppure mi prende l’ansia di fuggire.
So che potrei non essere felice, ma provare di tanto in tanto un pizzico di gioia.
Difficilmente mi annoio con te, ma, la particella più importante del mio lessico, ma cosa c’è dietro l’angolo.
Un altro angolo se ragiono razionalmente, eppure spero di trovare altre alterità.
Una ricerca spasmodica che mi lacera, mi costringe ad un perenne movimento, spesso mentale.
Sono stanca, vorrei poter spegnere la luce, staccare la spina, smettere di pensare, vorrei essere totalmente libera sì da esercitare tutte le scelte possibili.
Un concetto astratto e assoluto ma la libertà che cerco non è ne astratta ne assoluta e deve associarsi e patteggiare con la concretezza del fatto che tu esisti e mi ami, di questo sono certa.
Ma ti amo io?
Non lo so, voglio il tuo bene, voglio condividere, ma solo fino ad un certo punto, oltre no, oltre è il mio, solo mio, la mia stanza, dove tu non entrerai mai.
Quindi non sono libera, anzi, ho catene pesantissime da portare, catene che mi vengono dal sistema ambientale in cui sono relegata.
Ma se sono in catene come posso essere libera di amarti? Non lo sono quindi il mio amore non è atto di libertà, ma di convenienza.
Ma se ti perdessi cosa proverei? Sinceramente non lo so, forse respirerei e dopo molto ti rimpiangerei.
Mi regali i tuoi sogni dove io ci sono, sempre, ma sono i tuoi.
Ma quali sono i miei?
Ho scelto di stare con te, e lo faccio bene, ti rendo felice, forse mi regali un po’ di gioia, ma se ho usato la mia libertà per stare con te, necessariamente ho fatto una scelta.
E scegliendo questa ho ridotto la mia libertà e mi sono preclusa la possibilità di fare scelte opposte o diverse da questa.
Quindi non ti amo in libertà, o forse semplicemente sono anaffettiva, mi innamoro dell’idea di innamorarmi, mai di una persona.
Vuoi che io viva ma la mestiere di vivere è sempre associato l’obbligo di compiere una scelta e a scegliendo scegliendo vengono sempre più ridotte le mie libertà.
Se mi analizzo come mi analizzo, sfrondando la mia arroganza, devo prendere atto che la mia personalità è frutto di scelte che in un certo periodo della mia vita ho fatto, che ho costruito me stessa rinunciando progressivamente a qualche mia libertà.
Questa maledetta personalità che solo adesso mi rendo conto ha sempre di più limitato lo spazio dentro il quale posso esercitare la mia libertà.
Quindi la mia vera libertà, la sola, l’autentica è nel poter scegliere le regole entro cui esercitarla, assoggettarla ad esse ed adeguarmi.
Se, e sottolineo se, pongo regole al nostro essere insieme, le altre, quelle degli altri che non sono le mie ma che mi pesano come macigni, un Tantalo oppresso e moralmente consapevole di violarle con te, ma insieme a te o per te? E questa è la mia domanda.
Posso scientemente violare le regole altrui, di cui non mi importa nulla, ma posso violare le mie ferree regole?
Non devo domandarmi altro, conosco la risposta, la risposta è no, né per te né per nessuno altro.
Allora non mi si dica che remo contro, non remo affatto, ma mi macero nel fatto che le mie regole, le uniche a cui sono rigorosamente fedele mi impediscono, anche per te, di rinunciare a loro.
Se non posso rinunciare a loro, potrai e puoi darmi un pizzico di gioia, provare a rendermi felice, posso desiderare di esserlo, ma non posso discostarmi.
Non remo contro di te, è un ineluttabile percorso, il voler vedere dietro l’angolo, e l’angolo successivo, e un altro angolo ancora.
E allora fuggo, altrove, anche da te.

l.

28 luglio 2008 satiricamente
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