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 SCRIVERE DELLE DONNE E SULLE DONNE: ANNA COMNENA 25 giugno 2008

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InPuntadiPenna

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MessaggioTitolo: SCRIVERE DELLE DONNE E SULLE DONNE: ANNA COMNENA 25 giugno 2008   2/10/2008, 19:17

Doveva essere imperatrice, e probabilmente ci saremo dimenticati di lei, mentre la mancata imperatrice è ricordata dai posteri come insigne storiografa, pur scrivendo della sua famiglia e di sé.
Anna Comnena, nacque nel 1083 e morì nel 1150. Figlia primogenita dell’imperatore Alessio I e di Irene Ducas, crebbe alla corte bizantina dove le venne impartita un’ampia e accurata educazione .
Subisce nettamente l’influenza della madre, la coltissima regina Irene e dedica la sua giovinezza allo studio della storia e della filosofia per assecondare il disegno della madre che la vuole erede del trono di Costantinopoli.
Di conseguenza la sua educazione è tesa ad apprendere le sottili arti del governo e della diplomazia nonché le eventuali alleanze con le varie case regnanti.
Giovanissima sposa, si dice per amore, un dignitario, insigne storico, nativo di Adrianopoli, tale Niceforo Briennio che, proprio da Alessio I viene innalzato alla dignità di “cesare” e rimane costantemente a fianco dell’imperatore sino alla sua morte avvenuta nel 1118.
Alla morte del padre, aiutata dalla madre, cercò di salire sul trono di Bisanzio a spese del fratello Giovanni.
La lotta tra i fratelli per la successione fu furibonda e il marito di Anna, Niceforo preferisce allontanarsi per dedicarsi al completamento di una corposa opera storica intitolata “Storia di Bisanzio”.
L’apporto della madre Irene è determinante e la regina usa tutta la sua influenza e il suo potere per consentire alla figlia di salire al trono.
La congiura fallì e Anna venne relegata in un monastero con la madre Irene dove, per temperare il forzato esilio, si dedicò agli studi e alla scrittura.
Scrisse infatti una monumentale opera in prosa, in onore del padre, l’ Alessiade, o più esattamente Opera storica su Alessio Comneno, in quindici libri, che redige la cronaca degli anni dal 1069 al 1118, anno di morte di Alessio I, quasi una prosecuzione dell’opera di Niceforo.
L’opera, vastissima, rappresenta un prezioso documento dell’epoca vissuta in prima persona dall’autrice ed è una preziosa fonte storiografica.
In essa traspare la profonda cultura di Anna che utilizza un personale impasto tra idioma classico e tardo.
Le è riconosciuta una perfetta padronanza stilistica, e spesso i suoi scritti sono pervasi da uno spirito vivace, spesso caustico, talvolta simpaticamente donnesc”, come osserva lo storico Antonio Garzya (1970).
Ovviamente coinvolta in prima persona, nonostante un atteggiamento partigiano agli eventi, Anna riesce a scrivere di storia in modo assolutamente affascinante, quasi sensuale.
Memorabili i ritratti di alcuni personaggi maschili, degli intrighi di palazzo, delle piccole grandi congiure, ma è nella descrizione delle battaglie, degli assedi e dei mezzi di combattimento che Anna dà il meglio di sé.
Dimostra una profonda conoscenza di un mondo crudele, dove le cospirazioni e i complotti sono all’ordine del giorno.
Nel testo si trovano anche annotazioni squisitamente personali, ad esempio apprendiamo che Alessio I era solito giocare a scacchi con i suoi famigliari, in particolare con Anna.
Razionale l’analisi dello scisma d’Oriente provocato dal contrasto tra Michele Cerullario e Leone IX per ottenere il primato delle Chiese latina e greca ( 1054).
Da questo fa discendere la necessità per Alessio I di chiedere l’intervento dei cristiani d’occidente per contrastare l’avanzata dei turchi.
E’ nell’Alessiade che troviamo la descrizione del famoso fuoco greco. Anna infatti scrive, ed è una delle ultime fonti al riguardo, che le navi bizantine utilizzavano quest’arma assolutamente invincibile nelle battaglia navali, lanciavano quella che può essere definita una palla di catrame impregnata di petrolio che continuava a bruciare anche sul pelo dell’acqua, anche se non arriva a confidare la composizione di quest’arma micidiale.
Ma descrivendo una battaglia navale del 1103 di Rodi, fra Bizantini e Pisani, ci descrive il modo di azionare i c.d. sifoni: l’imperatore Alessio I fece posizionare a prua di ogni nave teste di animali in bronzo con le fauci aperte, e il fuoco liquido viene lanciato a mezzo di tubi che passano attraverso le gole di questi animali.
Immaginabile lo sconcerto dei Pisani dell’epoca di fronte a questi animali che eruttano fuoco.
Descrive anche l’uso di cerbottane che lanciavano fuoco contro il viso dei nemici in una battaglia contro i normanni, probabilmente zolfo e resina polverizzata.
Ma nell’Alessiade Anna descrive strategie belliche e non solo, tant’è che vengono anche indicate le teorie di Galeno e le sue prescrizioni.
A livello personale viene considerata una seguace di culti pagani: le viene infatti attribuito il culto di una dea, assimilabile ad Afrodite-Venere, culto che vantava tra i suoi seguaci Eutimio e Nicea Coniata.
Senza dubbio possiamo dire che l’ Alessiade costituisce uno dei documenti più straordinari e completi scritti sul mondo bizantino.



Su Anna Comnena:
1- Anna Comnena, Alessiade, ed. B. Leib, Paris 1937;
2- Tracy Barrett,Anna of Byzantium, Delacorte/Random House, 1999;
3- Angold Michael, L’impero bizantino, Liguori,1994;
4- De Martino Giulio e Bruzzese Anna Maria Bruzzese, Le filosofe, Liguori,1994 ;
5- Garzya Antonio, Introduzione alla storia letteraria di Bisanzio, L.S.E., 1970;
6- Maria Antoniettta Pappalardo, Ritratti di donne dall'età greca all'età contemporanea, Bandecchi e Vivaldi Editore, Pontedera, 2000
7- Michele Psello, Imperatori di Bisanzio, Cronografia, Fondazione Valla,1993.

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