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 un ricordo per comprendere 04 Mag 2008

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InPuntadiPenna

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Numero di messaggi : 983
Data d'iscrizione : 01.10.08

MessaggioTitolo: un ricordo per comprendere 04 Mag 2008   2/10/2008, 19:18

Caro diario ti scrivo perchè lo faccio per me.
Lo sai che non c’è mai un perché per un ricordo improvviso, ti piomba addosso così senza chiederti permesso e non sai prevedere quando se ne andrà, sai perché è così che ritornerà improvviso, recuperato nei reconditi spazi della memoria.
Per fortuna che solitamente sono attimi,non sempre però.
E c’è un solo modo per non farsi male, allontanarsene in fretta.
Ma no, non ci riesco, mi crogiolo nel ricordo, sono masochista, con buona pace di Sacher von Masoch e così ne scrivo, perché la scrittura non mi abbandona, non mi giudica, mi consola, e un po’ m’innamora.
Ecco von Masoch, mi rivedo a leggere Venere in pellicia carpita nella biblioteca di papà, a non capire perché il sesso fosse associato al dolore, il perché di tante perversioni che poi ho incontrato e incuriosita osservato con la freddezza di un anatomo patologo su un tavolo da autopsie, il voler soggiogare, l’umiliazione voluta e subita con voluttà.
Che assurdità il supposto erotismo di un tacco a spillo e di un corsetto di pelle, se non per un gioco voluto di coppia.
E mi torna in mente la mostra di Klimt che abbiamo visto insieme, vicini, ma così distanti, anni luce di distanza tra noi.
Non sono belle le donne di Klimt, non hanno di certo un ovale raffaelliano, non ispirano tenerezza, non sono la trasposizione dell’immaginario collettivo, hanno visi maschi, rudi squadrati, su corpi voluttuosi, trionfanti, che incedono incuranti verso la vita, verso l’amore anzi no verso altro.
Anche se immobili, se dormienti, le donne di Klimt sono voraci, consce delle loro voglie, carnalmente attente anche nel sonno.
E il pubblico, nel mio cannibalismo umano imperante non posso fare a meno di vivisezionare con gli occhi della mente, le donne scioccate, quasi intimidite, come se Klimt mostrasse reconditi segreti di corpi che ben dovrebbero conoscere, invece gli uomini subito complici, ammiccanti, furbetti.
E nessuno che guardava l'altro, proprio come noi, sempre.
Ma da quanto tempo non ci guardiamo, non ci vediamo? Ma che importa, va bene così.
Tanto non vedremmo le stesse cose.
Torniamo a Klimt. e di lui che ricordo, di te non ricordo mai nulla.
Comprendo ma non capisco le donne, le comprendo perché le più hanno avuto paura, una paura atavica, di scoprire che cosa avesse voluto dipingere Klimt, dipingeva per sé, fuori da schemi borghesi del tempo, in un Vienna acculturata e così decadente che vorrei ritrovare, ma solo per me.
Corpi nudi, lascivi, indiscreti, assolutamente dimentichi di sé in completo abbandono
Altere nella loro assoluta dignità e completa disponibilità.
Raffinata provocazione erotica sofisticata di un voyeur narcisista.
Un omaggio alle donne rese in pose erotiche, sensuali, affascinanti, sempre più avvolgenti e misteriose per l’assenza di colore.
E poi quei drappeggi di vesti sollevate, di spalline che discendono e appena trattenute dalla punta delle dita, quanto mistero libero dagli schemi
Che strano scritto, sono umorale oggi, quando sono di questo umore, scrivo cretinate per non ricordare o per non incanalare i ricordi dove so che mi farei veramente male.
Catarsi, scrivo per me, senza rispondere dei contenuti.
Che tu le riceva è un tassello del nostro rapporto.
Magari domani ti scriverò del nulla, anzi no, del mio altrove, il posto che per adesso non c'è.
l.

04 maggio 2008 narrativa epistolare
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