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 Ti racconto una storia (ottavo round)

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InPuntadiPenna

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MessaggioTitolo: Ti racconto una storia (ottavo round)   14/10/2008, 15:49

Ti racconto una storia


“Mamma, accendiamo il camino?”

Appena il fuoco comincia a scoppiettare e le faville volano a nascondersi nella cappa nera, si spande tutto attorno un gradevole tepore.
Brigida, cinque anni, si accoccola lì davanti, incurante dei brontolii della mamma: “Attenta a non bruciarti!”; prende il suo bel libro con tante figure e comincia a sognare…
C’era una volta una bella bambina dai capelli bruni raccolti in due simpatiche treccine legate dai nastrini… azzurri? No, rossi: due bei nastrini rossi!
Dunque: dai bei capelli bruni, gli occhi verdi… sì, verdi. Lo dicono tutti: “Che begli occhi verdi hai, Brigida!” e la bocca… beh, una bocca normale, rossa come i nastrini!
Questa bimba si chiamava… si chiamava… Brigida, ecco!
Allora: c’era una volta una bella bambina di nome Brigida, con due simpatiche treccine brune e i nastrini rossi, con gli occhi verdi…
A Brigida piaceva passeggiare nel bosco. Quanti alberi e quanti animali grandi e piccoli! Non hanno paura di Brigida, gli animali del bosco. E se hanno freddo lei li porta qui, davanti al fuoco del camino.
E’ bello, davanti al fuoco, sfogliare il libro che lei conosce a memoria e sognare di stare assieme agli alberi e agli animali del bosco. E Brigida è la loro principessa.
Ecco il Cervo, nella prima pagina, con le sue belle corna ramificate: “Attento a non impigliartele nei rami bassi!”. Il Cervo s’inchina davanti alla principessa Brigida poi se ne va a brucare l’erba con i cerbiatti, suoi figli, che hanno ancora le macchie chiare sul manto. Che carini!
Volta la pagina e c’è Mamma Lepre con i suoi leprotti. Anche lei fa un inchino davanti alla principessa ma poi tutti assieme cominciano a correre dietro alle farfalle, per giocare.
Brigida glie lo concede: è una principessa buona e comprensiva. Anche a lei piace giocare, quando c’è il sole e la mamma le permette di uscire.
Ed ecco la pagina con Mamma Giumenta e il suo cavallino. Sono i preferiti di Brigida: come vorrebbe averne davvero uno a portata di mano da accarezzare, da abbracciare, salirgli in groppa e correre via, nel vento, fino… fino… lontano, ecco! Ma deve accontentarsi di questa bella illustrazione. Però, sognare si può, eccome!
“Ecco: ti racconto una storia”.
Un giorno Brigida decide di andarsene, in groppa al suo puledrino.
Galoppa, galoppa, arrivano ad un bel castello con le torri e i merli.
“Brigida, metti altra legna nel camino, se vuoi continuare a sognare davanti al fuoco!
E nel castello c’è una festa, con la musica e tanta gente e, soprattutto, con tanta buona roba per merenda: fette sottili di pane con tanta cioccolata spalmata sopra; pasticcini alla crema; vassoi con fragole e ciliegie; ciotole piene di cioccolatini e caramelle; bastoncini di liquirizia e chissà quante altre ghiottonerie!
E il principe? Brigida, dov’è il principe?
Sta facendo merenda, ovvio! E allora: sotto a chi tocca, facciamogli compagnia!
E’ una storia un po’ sciocca? Può darsi, ma che buona merenda ha fatto Brigida nel castello del principe! Davvero, mamma: nessuno che le dicesse “Basta cioccolatini!” e non le è venuto nemmeno il mal di pancia, sai?
Volta la pagina e c’è il mare, con le navi e i pesci. Brigida non sa nuotare, ma che importa? L’aiuterà il Delfino suo amico.
“Mamma, ti racconto una storia?”
E lei sogna, col suo libro di figure, accoccolata accanto al fuoco.
In groppa al Delfino, Brigida arriva lontano e si accorge di essere sotto l’acqua del mare, ma può respirare perché nei sogni si può fare tutto.
C’è un posto meraviglioso, tutto verde come le alghe, con tanti pesci strani che lei non ha mai visto neppure nel negozio dove era andata per comperare il Pesce Rosso (ma papà alla fine non volle, per timore di non riuscire a cambiargli l’acqua nella boccia di cristallo). Alcuni mandano scintille di luce, come per illuminare il paesaggio. E a Brigida sembra di parlare con loro. Ma non aveva detto, papà, che i pesci sono muti? Eppure, eccoli qui, in conversazione: “Brigida, vuoi mangiare con noi?”. La merenda nel mare è meno appetitosa di quella nel castello ma Brigida non vuole essere scortese: “Non ho fame, grazie: sarà per un’altra volta!”.
Volta la pagina e… il libro è finito.
“Mamma, ti sono piaciute le mie storie?”
La mamma abbraccia la sua piccola Brigida; assieme si accoccolano accanto al fuoco e, senza parlare, continuano i loro sogni ad occhi aperti.
Quante, quante storie da raccontare…



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