IndiceIndice  FAQFAQ  CercaCerca  Lista UtentiLista Utenti  GruppiGruppi  RegistratiRegistrati  AccediAccedi  

Condividi | 
 

 Così ti voglio ricordare (decimo round)

Andare in basso 
AutoreMessaggio
InPuntadiPenna

avatar

Numero di messaggi : 983
Data d'iscrizione : 01.10.08

MessaggioTitolo: Così ti voglio ricordare (decimo round)   10/12/2008, 20:34


Mi hai vomitato addosso parole aspre, infamanti, cattive, piene d’astio e rancore.
Mi hai allontanato da te con una furia che non ti conoscevo: ancora non ti avevo sperimentato così.
Mi hai indotto a fuggire dalla nostra casa, inseguita dai tuoi latrati crudeli. Tra tutte, una frase mi perseguita, incisa sul mio corpo come una colpa senza possibilità di redenzione: “Non mi ecciti più” e così si è conclusa la nostra vita insieme. Afferro soprabito e borsa; le gambe tremanti, davanti al portone, incerta se varcarlo o no.
Dove potrei andare…
Esco sulla strada quasi deserta, a quest’ora di sera, e come una pazza cammino senza una meta precisa: il cuore a pezzi, la testa in fiamme e le lacrime che mi offuscano la vista.

Quanto ho camminato, non so. Il tempo non mi appartiene più. Non conosco questa parte della città dove tutto mi è estraneo. Forse anche la mia stessa vita mi risulta estranea, scagliata in una realtà che non avevo voluto considerare, mai.
Laggiù, in fondo alla stradicciola buia, c’è una piccola chiesa col portale aperto. Che strano, a quest’ora. Entro e mi trovo davanti l’altar maggiore, illuminato da poche candele: il tenue chiarore mi abbaglia e mi siedo di lato, sul fondo, una panca “fuori mano”. Non oso sedermi davanti: mi sento un’intrusa, entrata per disperazione e non per fede.
“Signore, che ci faccio, qui, venuta non per Te ma per sfogare il mio dolore? Soffro, Tu lo sai, Tu mi vedi. Anche Tu hai sofferto fino a morire. Tu mi comprendi.
Aiutami, Signore: il cuore mi si spezza, stasera. Non avevo voluto capire che tutto era già cominciato molto prima, avevo chiuso gli occhi per non vedere, per non ammettere. Stasera ho dovuto.
Aiutami, non lasciare che il mio cuore ceda e la vita mi abbandoni. Non per questo motivo. Tutto mi crolla addosso: piango, Signore. Anche Tu hai pianto là, nell’orto degli ulivi: morivi per chi non merita il Tuo Sacrificio, me compresa. Eppure ti sei offerto alla sofferenza e alla morte; ed io, per così poco, al confronto, mi sento morire.
Aiutami, Signore. Dammi la forza di accettare, il coraggio di lottare, la fiducia per capire e, forse, un giorno, perdonare. Perdonare me stessa, Signore, non lui: lui è fatto così; avrei dovuto capirlo. Ma io, io che credevo di essere forte, determinata, padrona di me stessa, dovrò perdonarmi per essermi scoperta debole, indecisa, vittima volontaria. Un po’ di pace, Signore, ti chiedo, per continuare a vivere, ora”.

Sento, accanto a me, una presenza; una mano gentile stringe la mia nell’offrirmi un fazzolettino di carta. Un poco vergognosa chiedo come mai questa chiesa è aperta a quest’ora della sera. Mi risponde che è sempre aperta, ventiquattr’ore su ventiquattro. L’utilità è indiscussa e il mio essere qui, ora, a cercare conforto, ne è la prova.
Il “dialogo con nostro Signore” mi ha tranquillizzata e ho capito che è ora, per me, di ritornare a casa, comportarmi da donna e non da bambina avvilita e spaventata. Imparerò a gestire meglio e in modo autonomo, la mia vita.

Apro la porta col cuore in tumulto. Cosa troverò? Che cosa ancora dovrò sentirmi dire?
Tutto è tranquillo. Lui non c’è: se ne è andato senza lasciare un biglietto, nulla; avverto il vuoto della sua assenza fisica.
Ecco la sedia a dondolo, la mia preferita; mi faccio cullare come da piccina in braccio alla mamma. Ripenso a noi due, all’inizio della nostra storia, a quando ci siamo incontrati la prima volta, al nostro primo appuntamento...
E così ti ricordo, in quiete, la quiete finalmente ritrovata, ora, e ti rivedo mentre mi corri incontro e mi sorridi nel sole in uno splendido mattino di primavera, e il mondo ci sembra nostro.
Così ti ricorderò, dimenticando meschinità, cattiverie, brutture.
Così ti voglio ricordare: non l’estraneo di oggi, ma l’innamorato di allora.



http://www.inpuntadipenna.org/decimo-round-f20/cosi-ti-voglio-ricordare-t4504.htm
Torna in alto Andare in basso
Visualizza il profilo
 
Così ti voglio ricordare (decimo round)
Torna in alto 
Pagina 1 di 1
 Argomenti simili
-
» Nun voglio fa niente!!!!
» [Risolto]cara lottomatica voglio un terno x il mio compleanno AMBO IN TERZINA 35 57
» A VOLTE RITORNANO...UN SOLO AMBO SECCO PER MILANO.
» VORREI FARE ... UNA QUATERNA...AMBO 2-9 A GE (TT)
» L'AMBO SECCO MILANESE!

Permessi di questa sezione del forum:Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum
 :: PUBBLICAZIONI PER AUTORE :: Almitra Newton-
Vai verso: