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 ALTERNATIVE AL LOCULO VISTA MARE

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InPuntadiPenna

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Numero di messaggi : 983
Data d'iscrizione : 01.10.08

MessaggioTitolo: ALTERNATIVE AL LOCULO VISTA MARE   3/10/2008, 13:01

Il manifesto mi ha letteralmente catturato da subito.
Credo che dal momento della sua affissione non sia passato tanto tempo senza che lo abbia notato.
Il primo lo trovo nel carruggio per scendere al mare e l’immagine colpisce per la sua semplicità.
È l’inquadratura di un fondo marino, una foto scattata in profondità ad un poco di metri nel mondo di sotto, eseguita in orizzontale ritraendo l’acqua. Si vedono le gradazioni del blu-azzurro nella parte alta del manifesto che poi scendono al blu-profondo nella parte bassa. Bellissimi anche i raggi di luce che entrano nell’acqua e fanno giochi di colore che solo da sotto è possibile vedere.
Unici elementi distintivi alcuni pesci tranquilli che nuotano indisturbati.
Nella sua totalità, è un’immagine molto bella che risalta e si distingue dai colori sgargianti tipo evidenziatore delle vendite promozionali e delle numerose sagre di questo periodo.
Mi colpisce ancora di più perché non esercita un messaggio diretto, di quelli che percepisci anche senza fermarti. Del resto quante volte passiamo di fronte ai manifesti e cogliamo il loro input senza fermarsi ed in modo veloce.
Questa volta mi sono fermato.
Anche perché la scritta non parla direttamente del prodotto.
Testualmente recita: “PER RIPOSARE DAVVERO IN PACE” scritta in bianco nel mezzo del blu.
Al fondo l’altra parola CREMAR con un numero verde telefonico.
Non si tratta di costumi da bagno, o di una vacanza esotica, o di un corso per immersioni.
Capisco con notevole stupore il messaggio pubblicitario e mi pianto davanti all’immagine con tutto il popolo delle ciabatte che spinge e spintona per arrivare in spiaggia cercando di capire cosa fa quell’allampanato di fronte ad un manifesto.
Di colpo l’idea inattaccabile che l’ultima dimora migliore per me potesse essere un loculo vista mare possibilmente in alcuni cimiteri del levante ligure, si sgretola come castello di sabbia.
È la scrittura della parola CREMAR a farmi capire tutto, con il CRE scritto con carattere normale ed il MAR in corsivo e staccato.
CRE - MAR, ovvero cremazione in mare, ovvero essere bruciati, ridotti in cenere e dispersi in mare.
Per me è uno schiaffo colossale, rimango a bocca aperta e occhi strabuzzati.
Come una calcolatrice analogica valuto subito tutti i pro ed i contro.
Cominciamo.
Niente fiori, niente lapide, niente loculo, niente tassa comunale.
Nessun luogo per fare commemorazioni, nessun muro del pianto, nessuna manutenzione di marmi, fotografie, lampade sempre accese od altro.
Ritorno alla natura assoluto in tutti i sensi, estetica della morte vissuta con orgoglio ed ammirazione di se stessi per la percezione di appartenenza al mondo che vive ancora e che ti trasforma, nozione della vita che continua in eterno grazie al far parte della natura sempre in evoluzione.
In effetti la sensazione di stare sempre chiusi in una cassa non è molto edificante.
Anche se vista mare.
Ma valutiamo cosa può accadere a chi rimane.
Penso che loro, gli altri, i vivi si possano racchiudere in tre categorie.
Quelli che non sanno niente di te, e sono la stragrande maggioranza, quelli che ti amano e quelli che ti odiano.
Coloro per i quali sei un perfetto sconosciuto hanno il vantaggio di vedere un nome, una foto, una lapide in meno e, data la penuria di case per l’ultimo riposo, di avere un posto libero in più. Crescendo poi il numero di eventuali cremazioni ed aspersioni in mare si verrebbero a decongestionare gli attuali cimiteri, in alcuni dei quali bisogna prenotarsi prima per avere il posto!
Continui a rimanere un perfetto sconosciuto, le vecchiette non ti vedranno nelle loro peregrinazioni nei cimiteri a ricordare chi sei, da dove vieni, con chi eri parente.
In pratica non entri nella massa. Sei sconosciuto a chi eri sconosciuto già prima. Perfetto.
Coloro che ti amano hanno dei vantaggi enormi.
Se ti vogliono ricordare basta che guardino il mare o che si mettano su una passeggiata od appoggiati ad un muretto sia in estate che durante una mareggiata invernale con sguardo rivolto verso l’infinito ed ecco espletata la commemorazione.
In pratica chi ti ama può sempre avere modo di ricordarti; durante il bagno in mare, mangiando sia un branzino che un polpo che un’alice marinata, ogni volta che si prende una barca, per poi arrivare all’atto sublime di vera congiunzione con il defunto durante un immersione sott’acqua. Quello è il momento massimo.
Basta andare nei cimiteri o luoghi deputati di dolore. E pensate: non è bello prendere un semplice fiore e buttarlo in mare da un molo a ricordare chi non c’è più? Senza orari di chiusura cancelli, o dover andare dopo qualche giorno a cambiare l’acqua?
Mi incuriosisce, nel caso specifico che optassi per una simile scelta, come si comporterebbero le donne che ho amato, e che mi hanno amato.
Mi piacerebbe immaginarle mentre scendono in acqua pianissimo come se fossero lenti preliminari, ed una volta immerse pensassero “Ti sento ancora tutto addosso”od ancora “ Mi pare di averti ancora dentro di me”.
Ma mentre il concetto di tomba globale ed estesa può venire incontro a chi ti ama, può essere deleterio per chi ti odia.
Pensate solo a chi ha nutrito sentimenti di rancore verso di voi ed “vi sente” ancora nella nuova dimora. Alcuni odierebbero il mare, altri ci sputerebbero sopra, altri comprerebbero la seconda casa in Val D’Aosta vendendo quella in Riviera Ligure o Versilia, altri non riuscirebbero a mangiare neanche una cozza. Un pensiero particolare andrebbe a quelle due o tre donne che mi odiano ancora dopo anni e che immagino uscire dall’acqua di corsa ed infuriate per farsi una doccia e togliermi da dosso con fastidio pensando: “Quello stronzo non mi ha lasciato niente e me lo trovo ancora in mezzo alle balle!”.
E poi pensate quanto piacerebbe, a chi vi odia veramente, fare una sana e liberatoria pisciata in mare alla vostra faccia.
Ci potrebbe essere piacere più perverso?


http://inpuntadipenna.org/narrativa-epistolare-f13/alternative-al-loculo-vista-mare-t3172.htm
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