IndiceIndice  FAQFAQ  CercaCerca  Lista UtentiLista Utenti  GruppiGruppi  RegistratiRegistrati  AccediAccedi  

Condividi | 
 

 Nonna Maria

Andare in basso 
AutoreMessaggio
InPuntadiPenna

avatar

Numero di messaggi : 983
Data d'iscrizione : 01.10.08

MessaggioTitolo: Nonna Maria   3/10/2008, 13:04

Nonna Maria. Così ci avevano insegnato a chiamarla, da sempre. Era una vecchietta curva con i capelli corti, bianchi, un po’ ingialliti dal tempo e dalla trascuratezza. Vestiva di nero, la gonna alle caviglie.
Il viso magro, con le guance scavate, era solcato da una infinità di rughe e aveva sempre un’espressione di serena rassegnazione.
In bocca le era rimasto un solo dente, un incisivo, lungo, che appoggiava al labbro inferiore quando
chiudeva la bocca.
La sua età era per noi bambini un mistero. Ci scommettevamo su. Almeno cento anni, non più di cento dieci.
Parlava solo il dialetto, l’italiano per lei era un’altra lingua.
Dava del “voi” a tutti e questa cosa ci sembrava tanto buffa quanto antica, come il modo in cui erano scritte certe favole.

Nonna Maria abitava in una vecchia casa, di quelle con l’intonaco grigio, in qualche punto scrostato. Dava l’idea di essere abbandonata se non fosse stato per la cura con cui venivano regolarmente spazzati il marciapiede e i quattro gradini di pietra, che interrompevano la scarpata erbosa e collegavano la casa alla strada di sassi.
Era vedova con due figli che di tanto in tanto la venivano a trovare. La femmina era completamente “svitata”.
Lei ne era consapevole e quando un bel giorno si presentò tale Toni dei Mus a chiederla in sposa lei fu molto chiara.
“E’ matta! Guardate che non è da prendere in moglie , non vi rendete conto di chi vi portate in casa”. E iniziò un interminabile elenco di difetti, che erano la sacrosanta verità.
Toni non si lasciò scoraggiare, dal saggio avvertimento della futura suocera, e realizzò il suo proposito.
Qualche tempo dopo, quando andò a lamentarsi di ciò che prima non aveva voluto ascoltare, la risposta fu:” io vi avevo avvisato, tornatevene da vostra moglie!”
Il figlio era un po’ più affidabile ma abitava lontano, lavorava tutto il giorno, aveva una famiglia e il tempo da dedicare ad una vecchia madre era sempre molto limitato.

Cosa ormai inusuale per quegli anni, non aveva il bagno in casa. Si lavava ancora con brocca e catino e sotto al letto teneva un orinale, di quelli fatti di chissà quale materiale, smaltato di bianco con una sottile riga blu.
L’unica cosa moderna, che possedeva, era un televisore che guardava solo per seguire la messa alla domenica, le previsioni del tempo e qualche telegiornale.
Da quando noi bambini ricordavamo, mangiava pane e latte, mattina, mezzogiorno e sera, ogni giorno. Il menu non cambiava mai.
Eravamo proprio noi, a turno, ad andare al negozio di alimentari a farle questa modesta spesa e lei ci ricompensava, sempre, con una manciata di bottoni di zucchero, colorati.
“Prendine ancora, riempi le mani” diceva.
Peccato però, non potevamo mangiarli. Le mamme ce lo proibivano, dicevano che non erano pulite, perché lei non si lavava mai le mani.
Proprio un peccato. Così ci limitavamo a guardarli, a metterli in ordine di grandezza e di colore, seguendo un ordine cromatico tutto nostro.
Nonna Maria era molto generosa, dispensava a tutto il vicinato i prodotti del suo orto, insalata e radicchio. Ce n’era per tutti.
Nonostante la vecchiaia, lavorava con passione, la terra era sempre stata la sua vita.

Una mattina la signora Lucia, che si era svegliata più presto del solito, era uscita di casa per sbrigare alcune faccende. “Meglio così”, aveva pensato, “poi mi guardo la telenovela in pace”.
Butta l’occhio nell’orto di nonna Maria e la vede con l’orinale in mano che versa qua e là, sugli ortaggi, quel liquido paglierino.
Sentì un brivido partirle dagli alluci e salirle via via su per le gambe, lungo la schiena, trovando sfogo in bocca in un conato di vomito.
La voce si sparse. Nessuno rifiutò mai quei prodotti, donati con generosità sincera, ma ci fu chi li gettò subito nella pattumiera e chi, invece, continuò a mangiarli pensando, in fondo, che era stata un’estate piovosa che aveva ben lavato tutto.

Poi , un giorno, non la vedemmo più. Qualcuno disse che era andata in ospedale, altri in casa di riposo.
Non tornò e le foglie secche e la terra si riappropriarono del marciapiede e dei quattro gradini.


http://inpuntadipenna.org/diario-pagine-f10/nonna-maria-t3592.htm
Torna in alto Andare in basso
Visualizza il profilo
 
Nonna Maria
Torna in alto 
Pagina 1 di 1

Permessi di questa sezione del forum:Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum
 :: PUBBLICAZIONI PER AUTORE :: aMari-
Vai verso: